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| Cinque Terre 2009 cap. 1 |
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There are no translations available. Appunti di Viaggio - Cinque Terre 20093 aprile 2009La nuova avventura di P&P inizia alle 7:47 del 3 aprile 2009, alla stazione ferroviaria di Arezzo. Abbiamo scelto, infatti, come mezzo di locomozione il treno (oltre alle nostre gambe che, alle Cinque Terre, sono risultate molto utili!). Come compagni di viaggio abbiamo i nostri zaini ed un libro a testa: Pantera è immersa nel secondo capitolo della saga di Stieg Larsson (La ragazza che giocava con il fuoco), mentre Panda ha iniziato Ventimila leghe sotto i mari di Verne. Un po' di ansia al cambio di treno a Firenze Santa Maria Novella: con una corsa abbiamo raggiunto il convoglio diretto a Pisa Centrale che è partito dopo appena un minuto! Nessun problema, a parte un po' di affollamento, per arrivare fino a Pisa. Il tempo era splendido, fresco ma soleggiato: si prospettava un favoloso week-end! Alle 10:33 partiva il treno diretto a Torino e, già all'altezza di Massa e Carrara cominciavamo a vedere i primi spettacoli: le Alpi Apuane completamente "mangiate" dall'opera estrattiva dell'uomo. Lungo il percorso ferroviario una distesa ininterrotta di aziende specializzate nell'estrazione del marmo: blocchi di diverse dimensioni e colori, fino al bianco accecante, sono disposti come megaliti. Un po' di attesa, crediamo a causa di una precedenza da dare, presso la stazione di Sarzana, non ha rattristato i nostri animi: il tempo è sempre splendido ed è la prima volta dopo molti mesi che possiamo stare di nuovo in maglietta!!! Arriviamo a Riomaggiore in perfetto orario, dopo un'esclamazione di sorpresa: infatti, dopo La Spezia la ferrovia percorre una lunga galleria e, alla fine di essa ci si ritrova immediatamente sul mare. E' come uscire dalle tenebre per tuffarsi nel blu! La stazione stessa di Riomaggiore è minuscola, costruita sfruttando al massimo il poco spazio che si trova in questa gola stretta che porta al mare.
Si rimane subito colpiti da quanto è impervio questo territorio e, nonostante tutto, da quanto sia stato tenace l'uomo nel riuscire a "domarlo". Ci dirigiamo subito al punto di info turistiche per fare la "Cinque Terre Card" di tre giorni. Seguendo le strette scalinate del paese arriviamo nel corso principale; affamati, ci mngiamo una focaccia ligure e un po' di frutta, godendo della temperatura che supera sicuramente i 20° al sole! Degna di nota, a Riomaggiore, è la chiesa di San Giuseppe, dalle quale si gode anche di uno splendido panorama. Ed è proprio questa la prima caratteristica forte che colpisce alle Cinque Terre: ovunque ci si può fermare per vedere uno scorcio particolare e rimanere rilassati ad ammirare le scogliere a picco sul mare! Piccolo ma estremamente pittoresco è il porticciolo e le barche multicolore per lo più in secca. Tramite uno stretto sentiero che scende abbarbicato alla scogliera si arriva ad una piccola spiaggia di ciottoli grossi, l'ideale per rilassarsi a respirare la brezza marina.
Ci rialziamo, un po' intontiti dal relax nella spiaggia, e proseguiamo la passeggiata verso il sentiero che collega Riomaggiore a Manarola, noto in tutto il Mondo come "La Via dell'Amore". Le foto scattate sono innumerevoli e, con il senno di poi, credo che si sia fatto proprio bene a portarsi da casa il caricabatterie! A metà di via dell'amore (peraltro lunga meno di 1 km) ci fermiamo al bar a berci un birrino e a scrivere qualche frase di questo racconto in un tavolino appollaiato sopra il mare. Dopo 200 metri arriviamo alla stazione di Manarola e, seguendo le indicazioni scaricate da internet, troviamo senza difficoltà (ma dopo una ripida ascesa) il nostro B&B: da Baranin. Molto accogliente, abbiamo sostato giusto il tempo necessario a posare gli zaini e darsi una rinfrescata. Manarola si assomiglia, come dimensione e disposizione, a Riomaggiore: entrambe sono molto arroccate ed hanno un porticciolo piccolo e angusto. Tutto l'ambiente ha mantenuto un aspetto "originale", poco inquinato dal turismo di massa: sembra che abbiano fatto, in questo parco, della "sostenibilità" il loro cavallo di battaglia.
Ci perdiamo tra le varie panchine della costa, a goderci questo splendido sole consapevoli che, più tardi, avremmo assistito ad un favoloso tramonto in mare. Per non perderlo abbiamo scelto di cenare al ristorante "Marina Piccola" che ha una veranda sul porto, aperta al sole. E considerato che fino al giorno prima eravamo in giacca a vento, il poter stare adesso a cena all'aria aperta solo con un golf leggero ci manda in estasi!!! Una bella grigliata mista annaffiata da un ottimo Cinque Terre Doc hanno composto la nostra cena.
Molto stanchi della lunga giornata ci siamo arrampicati di nuovo verso il B&B, ottimo per la digestione! |














