Cascata dell'Acqua Cheta Print
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L'escursione alla cascata dell'Acqua Cheta è stata la prima "passeggiata" che P & P hanno fatto all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Fin da piccolo Panda sognava di vedere dal vivo la famosa cascata, cantata anche da Dante nella Divina Commedia, e l'occasione si è presentata in una calda giornata di luglio, assieme alla sua splendida  e inseparabile Pantera!!

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La cascata si trova al limite settentrionale del parco, in una zona molto distante dal vero cuore delle foreste casentinesi: infatti, non ci troviamo in Casentino, bensì in Romagna, pochi km oltre il passo del Muraglione.

Se decidete di fare l'escursione durante il fine settimana, munitevi di santa pazienza durante la guida in direzione di San Benedetto dell'Alpe: pazzi motociclisti vi faranno andare al manicomio nella guida della vostra auto, vi sorpasseranno in piega nemmeno fosse l'ultima curva di Assen!!! Se, invece, siete motociclisti e raggiungete il sentiero in moto, allora il passo del Muraglione sarà sicuramente pane per i vostri denti!

L'inizio del sentiero si trova a San Benedetto dell'Alpe ed è molto ben  indicato; troverete anche un centro di informazioni dell'ente parco ma non sappiamo dirvi di cosa si tratti dato che non lo abbiamo visitato.

 

Il sentiero parte da circa 450 metri slm e raggiunge i 750 m di altezza: preparatevi a fare l'andata tutta in salita ed il ritorno in discesa! Il primo tratto è poco faticoso, con il sentiero molto largo ed ombreggiato; per tutto il percorso costeggerete il torrente che, più a monte, formerà la splendida cascata. Il sentiero principale è indicato come "Sentiero Natura" ma, se avete paura di perdervi, il modo migliore è quello di rimanere sempre nel percorso principale che segue il corso del torrente (a volte più da vicino, a volte più sul crinale, ma sentirete sempre l'acqua alla vostra sinistra!).

In questo primo tratto vi consgiliamo di deviare ogni tanto verso il letto del torrente: ci sono degli scorci bellissimi!

 

Proseguendo oltre un ponte di legno, il sentiero diventa un po' più faticoso, più stretto e sassoso di prima: ovviamente rimane ben praticabile, ma si nota che le pendenze sono aumentate. Il percorso continua a snodarsi all'ombra della faggeta fino a che non si raggiunge uno spiazzo aperto dove è collocata "Ca' del Rospo", un vecchio rifugio ormai diroccato.

 

La tappa successiva del tragitto vi porterà ad un vecchio mulino completamente ristrutturato (anche se non attivo): il Molino dei Romiti. Per raggiungerlo, il percorso si allontana dal letto del torrente e sale più in alto nel crinale. Questo è il tratto peggiore come fondo ed in alcuni tratti ripidi e sassosi occorre prestare un po' di attenzione.

 

A questo punto la meta è molto vicina: altri 500 metri e un po' di salita per raggiungere il punto panoramico dal quale godersi la visione della splendida cascata dell'Acqua Cheta.

 

Lo spettacolo è meraviglioso, anche se d'estate, a causa della portata bassa del torrente, rende molto meno che d'autunno o inverno, quando il muro d'acqua deve essere davvero impressionante! Dopo le varie foto di rito, il percorso continua verso un'altra cascata, più piccola della precedente ma molto suggestiva: qui molte persone ci fanno il bagno, ma ce ne vuole di coraggio dato che l'acqua è freddissima!

 

Proseguendo per una ripida salita si arriva alla destinazione finale del percorso: la Piana dei Romiti. Questo immenso prato incastonato tra le vette boscose dell'appennino è davvero molto suggestivo: l'unico difetto è che si tratta, in effetti, di un pascolo per bovini e, di conseguenza, bisogna fare un po' di attenzione a dove si mettono i piedi!!!

 

In questo luogo si trovano anche le rovine di un vecchio eremo di monaci, ma niente di particolarmente interessante: in fin dei conti è solo una vecchia casa in pietra diroccata!

 

I romiti sono il punto intermedio dell'escursione: i più tosti possono tornare a San Benedetto in Alpe seguendo il percorso che passa per il Monte di Londa (più di 1000 metri slm in cima a un crinale), ma noi abbiamo preferito tornare per il tragitto già percorso, anche perchè il caldo soffocante non invogliava a fare ulteriori sforzi!

In conclusione, questa escursione è alla portata di tutti anche se, al termine, sarete un po' stanchi.

Un saluto a tutti da P&P!

 

 

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